Resistere per l'Arte

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Pesaro e Firenze si incontrano sulla via della bellezza

Gemellaggio nel nome di Pasquale Rotondi e Cesare Fasola, grandi difensori del patrimonio artistico italiano durante la seconda guerra mondiale e di tutte le figure eroiche che ancora oggi difendono l’arte.

 

I ragazzi delle scuole in visita a Firenze - Museo del Bargello

 

Nel nome di due grandi difensori del patrimonio artistico italiano, Pasquale Rotondi e Cesare Fasola, che sottrassero tanti capolavori dell’arte italiana alle distruzioni della seconda guerra mondiale e al saccheggio dei nazisti, i licei artistici “Ferruccio Mengaroni” di Pesaro e “Leon Battista Alberti” di Firenze hanno avviato un  gemellaggio nel mese di aprile 2017. Nel ricordo di queste due eroiche figure, le due scuole hanno dato vita ad un progetto incentrato sulla sensibilizzazione dei giovani alla conoscenza e alla salvaguardia del patrimonio artistico, culturale, e paesaggistico, nonché ai principi dell’impegno e della responsabilità personale nei confronti del “bene comune”. Gli studenti delle classi di Pesaro e di Firenze hanno effettuato uno studio condiviso e parallelo dell’operato di Rotondi e Fasola e dei temi emersi dallo studio degli avvenimenti storici in oggetto; il progetto ha previsto che gli studenti fiorentini siano stati ospitati dalle nostre famiglie (per la visita diretta dei luoghi interessati: Urbino, Sassocorvaro, Carpegna),  ed i nostri studenti ospitati poi a Firenze presso le famiglie dei coetanei fiorentini.

 

 Eike Schmidt incontra gli studenti delle scuole che hanno realizzato il gemellaggio

 

Uno dei momenti più significativi vissuto dagli studenti è stato l’incontro a Firenze con Eike Schmidt, Direttore degli Uffizi, che ha accolto calorosamente i ragazzi dei licei artistici Mengaroni di Pesaro e Alberti di Firenze, rispondendo con grande disponibilità alle loro domande. L’autorevole rappresentante del mondo dell’arte ha ricordato i legami storici tra Toscana e Marche fin dal 1631, quando Vittoria della Rovere, lasciando Urbino per andare in sposa a Firenze, portò con sé tanti capolavori d’arte. Da allora si è instaurata una relazione artistica importante tra le Marche e gli Uffizi, dove ancora oggi vengono conservate molte di quelle opere. Una di queste è la “Venere di Urbino” di Tiziano che, ha sottolineato Schmidt, “dovrebbe chiamarsi Venere di Pesaro, perché originariamente era nel Palazzo Ducale della vostra città. Per questo abbiamo deciso, per la prima volta dopo quattrocento anni, di riportare la Venere in mostra a Urbino, ed anche aprire gli Uffizi ad una mostra di opere provenienti dai paesi marchigiani terremotati. Queste iniziative testimoniano la volontà di incontro e collaborazione artistica tra le due regioni che dovrà continuare ed è per questo che è così importante che siate qui oggi”.

 

L’arco di Palmira, già esposto a Londra, New York, Dubai, simbolo della rinascita e della ricostruzione delle opere patrimonio dell’umanità, esposto in Piazza della Signoria a Firenze

 

Alla domanda di un’alunna che ha chiesto cosa significa, nella nostra società, essere “Guerrieri dell’Arte" il Direttore ha ricordato l’uccisione dell’archeologo Khaled Asaad, eroe nella difesa dei monumenti di Palmira, poi distrutti dall’Isis. Ha sottolineato però che oggi non occorre essere eroi perchè anche dove non c’è guerra è necessario difendere l’arte. Nella realtà di ognuno di noi vi sono gesti da fare o decisioni da prendere per tutelare il patrimonio culturale. Agli Uffizi ad esempio occorre proteggere le opere dall’inquinamento climatico dovuto alla presenza nelle sale di tante persone, attivare opere di restauro e così via. Forse, ha aggiunto, nella nostra società i veri eroi sono i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale che spesso mettono a rischio la loro vita per contrastare le violazioni e recuperare le opere d’arte illecitamente esportate. Dopo aver risposto alle tante domande appassionate degli studenti Eike Schmidt si è congedato invitando tutti a vedere l’Arco Trionfale di Palmira, distrutto dall’Isis, ma riprodotto e installato in Piazza della Signoria.

L’arco, già esposto a Londra, New York, Dubai, è divenuto simbolo della rinascita e della ricostruzione delle opere patrimonio dell’umanità. Infine, alla richiesta dei docenti di fare visita al liceo Mengaroni, il Direttore ha cordialmente accettato l’invito, suggellando la collaborazione ormai instaurata tra le due regioni.

Referenti del progetto: Prof.sse Stefania Antonioni, Anna Maria Benvenuti, Rosella Cenerini, Ilaria Nicoloro (Liceo Mengaroni) e Prof.sse Deianira Benedetto, Valeria Cantone, Delia Daidone, Aurelia Muzzi (Liceo Alberti).

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